Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Legge anti-movimento: come ti cancello i 5 stelle

Scritto da – 21 maggio 2013 – 16:50Un commento

I due senatori in forza PD Angela Finocchiaro e Luigi Zanda hanno presentato un disegno di legge per riformare i partiti dando ad essi personalità giuridica e regole che permettano la trasparenza all’interno degli stessi. La proposta è stata subito ferocemente attaccata sia dall’interno del PD, dove il Sindaco di Firenze Matteo Renzi l’ha definita una mossa “Per far vincere Grillo”, sia dal M5S, che non ha aspettato a definirla una legge “Anti-movimenti”. Cerchiamo dunque di analizzare nel dettaglio questo disegno di legge. Per prima cosa: Nasce oggi la proposta di regolamentare i partiti? Assolutamente no. E’ dal 1948 infatti che si parla di dare vita ad una legge che permetta l’attuazione di quel famoso articolo 49 della nostra cara e bistrattata Costituzione. Con tale articolo, i nostri padri costituenti cercavano di riconoscere la personalità giuridica dei partiti politici, riconoscendone diritti e doveri, come accade già in tutti i paesi occidentali e soprattutto come da anni ci chiede la Commissione Europea.

Nel corso di tutti questi anni, non si è mai riuscito a dare vita ad una vera legge sui partiti, e le ragioni di ciò sono molteplici, e vanno dalla destra alla sinistra. Il primo partito a non aver mai voluto la regolamentarizzazione fu proprio il PCI di Palmiro Togliatti. Lo storico leader comunista infatti aveva paura che una legge simile aprisse le porte per dichiarare il PCI illegale. La proposta però non ottenne mai consensi nemmeno all’interno della DC. Don Sturzo, in realtà favorevole e propenso per depositare in tribunale statuti e bilanci di ogni partito, non riuscì mai a convincere gli altri dirigenti del partito democristiano, a causa dei finanziamenti esteri percepiti dalla DC e mai resi noti pubblicamente. Le proposte di attuazione dell’articolo 49 finirono nei primi anni ’50?  Ancora una volta la risposta è no. Col passare degli anni e delle varie legislature, si sono susseguite innumerevoli proposte simili.

Nel 1983 ad esempio, la Commissione Bozzi, dal nome del suo presidente liberale Aldo Bozzi, tenta una serie di interventi di revisione costituzionale. Dall’abolizione del “semestre bianco” all’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione sui sindacati, Bozzi chiede anche una revisione della democrazia interna dei partiti, i quali devono essere regolati da statuti, primarie e limiti per quanto riguarda la spese elettorali. Nuovamente non se ne fece nulla, e le proposte della commissione finirono nel dimenticatoio.Col nascere della seconda repubblica, nuovamente sono state date alla luce diverse proposte per regolamentare la vita interna dei partiti, ma tutte con scarso successo.

Nell’ultima legislatura era stato proprio l’ex leader PD Pierluigi Bersani a proporre una legge contro i movimenti, considerati troppo poco democratici al loro interno a causa dell’assenza di norme precise. Inoltre Bersani già in campagna elettorale aveva fatto diversi riferimenti alla democrazia interna dei partiti affermando che una legge come quella presentata da Zanda e dalla Finocchiaro “E’ una proposta per garantire più democrazia interna nei movimenti politici in linea con quanto stabilisce l’articolo 49 della Costituzione”.

Ciò che oggi più di ieri fa scalpore, è sicuramente la presenza del M5S, attuale terza forza del paese. Una legge simile “costringerebbe” il Movimento di Grillo a diventare un partito a tutti gli effetti. Il comico genovese però non ci sta, e si scaglia con violenza contro il ddl, affermando addirittura che boicotterà le elezioni se tale proposte divenisse legge: “”Se questa legge passa non ci presenteremo alle prossime elezioni poiché il Movimento 5 Stelle non e’ un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo”. La senatrice Angela Finocchiaro ha tenuto a precisare che “La proposta di attuazione dell’art.49 della costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del Pd per il Movimento 5 stelle poiché non si tratta di norme per chiudere la partecipazione. Al contrario, la legge serve per garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione”. Dunque il sunto è: Evitare nuovi casi Lusi o Belsito.

Una regolamentarizzazione dei partiti a mio avviso è importante, ed a giovarne non sarà ne il PD ne il PDL, bensì tutti i cittadini. La trasparenza e la legalità, alla base della democrazia, dovrebbero essere punti cardine su cui dare vita ad associazioni politiche, non osteggiarli come fosse una crociata contro questo o quel movimento. Vi è però una domanda fondamentale da porsi: E’ veramente necessaria OGGI questa legge? In un paese la cui economia continua a crollare inevitabilmente, le cui piccole e medie imprese continuano a chiudere ogni giorno, il cui PIL non accenna a migliorare, è veramente di primaria importanza ora una legge sui partiti? Io penso ci siano cose molto più importanti da fare, e che questa sia una di quelle solite proposte per buttare fumo negli occhi alla gente. Traslare l’attenzione dei cittadini su dei temi secondari, per far si che essi dimentichino quelli primari, ovvero l’occupazione, l’economia, il welfare ed i diritti civili.

Nicolas de Chamfort nel 1795 scriveva che “L’opinione pubblica è una giurisdizione che l’uomo dabbene non deve mai riconoscere senza riserve, e non deve mai rifiutare.” Non facciamoci abbindolare. Che i temi veramente principali per questo paese restino centrali, e che la legge sui partiti e le tante altre leggi importanti, ma non fondamentali, vengano dopo.

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