Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Perché una certa retorica è causa del declino intellettuale: la piaga del maschilismo

Scritto da – 4 febbraio 2016 – 19:37Nessun commento

pubblicità maschilista 50'sNo, non vi state sbagliando. Se questo titolo vi ricorda qualcosa, è perché probabilmente l’avrete già letto da qualche parte. Infatti, è liberamente ispirato a un pezzo di altissimo giornalismo, pubblicato recentemente su Il Foglio. Trattasi di un capolavoro ad opera di Camillo Langone, autore di altri pezzi brillanti come «La legge sulle unioni civili è un incitamento all’omosessualità» e «L’invasione orientale dell’Italia comincia dai menu dei nostri ristoranti». Ebbene, in questo caso il giornalista, in meno di duecento battute, abbatte buona parte delle conquiste della società democratica moderna. Il titolo è sufficientemente eloquente: «Perché la laurea delle donne è causa del declino demografico». Immagino che come me, qualunque donna, solo nel leggerlo scritto abbia percepito un brivido lungo la schiena. E perché no, anche tutti quegli uomini che hanno superato la fase dell’homo sapiens, per entrare in quella del sapiens sapiens, salutando con la mano il giornalista. Purtroppo però, a pochi giorni dal tanto discusso Family Day, viene da pensare che forse, siano in molti ad essersi persi qualche tappa dell’evoluzione. A più di duecento anni dall’illuminismo, sorge il dubbio che qualche lume abbia cominciato ad affievolirsi e che, nel caso di qualcuno, non si sia mai acceso. E così siamo ripiombati nel buio del’oscurantismo medioevale, in cui la donna torna ad essere quell’incubatrice di prole con le tette che è stata per anni. Certo, non è la prima volta che questo Paese si dimostra fondamentalmente maschilista. Non è difficile notarlo, dagli strati più bassi a quelli più alti della nostra società, le donne sono troppo spesso appellate solo in base alla loro sessualità. Peraltro, ciò che fa maggiormente risaltare questo irritante atteggiamento, sono tutte le parole che vengono sprecate da qualche mese a questa parte sulla misoginia dell’Islam. Paladini dei diritti delle donne che si indignano davanti al velo, ma poi, quando si tratta di esprimere un giudizio su una politica donna, lo fanno sulla base del suo aspetto fisico o della sua apparente promiscuità. Soldatini ora indignati davanti ai fatti di Colonia, ma che poco tempo parlavano di stupri voluti e di provocazione pericolosa. Insomma, ancora una volta la nostra sfavillante società Occidentale, così superiore a tutte le altre, pare essere fondata sull’ipocrisia.

La verità è che questo atteggiamento, questo linguaggio, sono tanto maschilisti quanto l’islam (o praticamente qualsiasi religione del mondo). “Incolpare” la sempre più elevata educazione femminile del calo demografico non è solo sintomo d’ignoranza, ma incarna questa mentalità nel modo più lampante. E purtroppo, Langone non è il solo. Come sottolinea Barbara Bonomi, giornalista e rappresentante dell’Unione Donne Italiane, la narrazione presentata dai media dei femminicidi ad esempio, è spesso fuorviante. «Nei media italiani si racconta che un raptus di gelosia provocato dalla donna ha condotto l’uomo, ormai fuori di sé, a maltrattarla o ad ucciderla». Si parla inoltre ancora di «crimini passionali», inquietante ricordo che riporta indietro di un ventennio, al delitto d’onore, abolito nel nostro Paese solo nel 1981.

Esempi banali di maschilismo come questi, se non adeguatamente condannati ed estirpati, rischiano di far entrare nella normalità quest’impostazione di pensiero, spegnendo con un soffio tutti i lumi che, negli anni, sono stati accesi da uomini e donne per illuminarsi a vicenda, accettandosi e capendosi nelle rispettive differenze.

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