Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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L’Oriente a Milano

Scritto da – 8 maggio 2014 – 13:49Un commento

È terminato qualche giorno fa, Domenica 4 Maggio, il Festival dell’Oriente e delle Arti Marziali. Si è tenuto presso il Parco Esposizioni Novegro, dove avvengono molte altre fiere interessanti. Devo ammettere che ho aspettato proprio l’ultimo per andare, sono andata il Sabato pomeriggio del 3, quando il Festival era già stato allestito durante il ponte del 25 Aprile. La fiera era organizzata in 6 padiglioni, uno dei quali, il C, era il principale e quello che ospitava la maggior parte delle esibizioni. Entrando dal padiglione B si andava incontro a una serie di banchetti che presentavano bevande verosimilmente orientali (tè, infusi, tisane), massaggi di vario tipo (anche questi ovviamente credo fossero tutti di origine orientale) e libri sul self coaching e simili. Si entrava poi nel padiglione C, con qualche bancarella – soprattutto vestiti e arredamento – e due palchi per le esibizioni.

Quando sono arrivata io c’era un gruppo di ballerini di danza del ventre (uso il maschile generale non a caso: ce n’era anche uno maschio che faceva salti che neanche Super Mario) con una cantante che penso fosse indiana. Ovviamente mi sono fermata a guardare l’esibizione, era impossibile spostare gli occhi dal palco, tutti i colori e i movimenti sinuosi ti trascinavano lo sguardo. Dopo aver assistito all’ultimo ballo ho pensato di voler fare anche io quelle cose. Stessa cosa l’ho pensata una ventina di minuti dopo, in seguito a una dimostrazione di Muay Thai. Esattamente dalla parte opposta del palco “musicale” c’era infatti quello delle Arti Marziali.

Dalla prima fila delle sedie ho visto ragazzi più o meno sulla ventina tirare certi pugni e ginocchiate che ho subito pensato che facessero parte del cast di Fight Club. Comunque ho pensato di voler fare anche quello. Ammetto di essere facilmente suggestionabile. Subito dopo si sono esibiti sul palco uomini un po’ più agées, che usavano i coltelli e bastoni: un’arte marziale filippina (e tra parentesi, non pensavo nemmeno che esistesse un’arte marziale filippina. O coreana. O di altri paesi che non fossero Cina, Giappone, Thailandia. Mea culpa).

Stavo per spostarmi in un altro padiglione quando il presentatore annuncia che arriverà a esibirsi l’inventore di una nuova arte marziale, italiana! Dico, ma come, anche noi ne abbiamo una? A parte lo scherma non pensavo fossimo abili combattenti! E invece salta fuori che abbiamo una certa abilità coi coltelli. Però questa devo ammettere che non mi ha entusiasmata tanto, mentre con le altre mi sembrava di avere un controller in mano per giocare a Tekken, con questa mi sembrava di assistere più al furto di un motorino. Sarà che sono affetta dal fascino dell’esotico, non so.

Dopo quest’ultima esibizione ho visitato gli altri padiglioni, il D, l’A e l’E. Nel D sono arrivata proprio nel momento in cui c’era un interessante spettacolo musicale coi tamburi, con tre ragazze di cui una asiatica. Però non ho visto all’inizio, quindi non saprei dire esattamente cosa fosse. Gli altri due padiglioni erano per lo più composti da ristoranti e banchetti per i massaggi o che vendevano libri per insegnare i massaggi.

Sono quindi tornata al mio padiglione preferito, il C e ho visto una dimostrazione di Capoeira. Manco a dirlo che ora voglio fare anche io quella danza/arte marziale. C’erano anche dei bambini a fare parte dello spettacolo ed erano veramente graziosi, abili e per niente timidi. Allora mi sono fermata per vedere anche l’allenamento sui tappetoni che erano stati appoggiati al centro del padiglione per permettere ai visitatori di guardare anche gli allenamenti e i riscaldamenti delle varie Arti Marziali.

Verso le 7 mi sono avviata alla macchina e sono tornata a casa con un sacco di piani per il futuro. Diciamo che è stata fonte di ispirazione, che poi questa ispirazione si sviluppi o meno è da vedere, però a mio parere ne è valsa la pena di andare fino a Linate per vederlo, quanto meno una volta.

Per chi fosse interessato,  si ripete ogni anno, e a breve sarà anche a Roma, gli ultimi giorni di Maggio e i primi di Giugno. Se avete voglia di vedere gente che balla, canta, suona ma soprattutto – perché non dimentichiamoci che è il Festival dell’Oriente E delle Arti Marziali – se le suona, fa proprio per voi.

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