Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Gelmini, ultimo atto

Scritto da – 26 dicembre 2010 – 10:49Nessun commento

Partiamo dalla fine:il Senato ha approvato il ddl Gelmini con 161 voti favorevoli, 98 contrari e 6 gli astenuti. Fli ha votato insieme a Pdl e Lega. Si sono astenuti (con valenza di voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. L’approvazione è segnata dallo scontro in aula tra maggioranza e opposizione, dove il capogruppo del Pd al senato Anna Finocchiaro è stata più volte interrotta e anche insultata durante la pronuncia della sua dichiarazione di voto. Tanto che la senatrice non finisce il suo intervento nonostante l’invito del Presidente Schifani. Un altro bizzarro episodio che si aggiunge a quello che è accaduto martedì quando la vicepresidente dell’aula in quota Lega, Rosy Mauro, ha cominciato a votarsi da sola gli emendamenti uno dopo l’altro. Schifani ha ritenuto non valida la votazione e l’ha fatta poi ripetere.Il movimento studentesco sapeva che sarebbe andata a finire così, ma non ha rinunciato all’ultima (almeno per quest’anno) contestazione contro il ddl e contro il governo. Mercoledì 22, nonostante il Natale alle porte e il rientro a casa di molti fuori sede, un lungo corteo si è snodato da Piazzale Aldo Moro, passando intorno al quartiere San Lorenzo, poi il Pigneto dove la notizia della morte dell’operaio che lavorava in un cantiere all’interno dell’Università  fa fare marcia indietro agli studenti che si riversano sulla tangenziale poi imboccano la Roma – L’Aquila, prima di ritornare in zona Portonaccio e ritornare alla Sapienza percorrendo la Tiburtina. Ad accompagnare la lunga marcia degli studenti, la solidarietà degli automobolisti bloccati, persone affacciate alle finestre, giornalisti ed ex parlamentari davanti alla testa del corteo. Ci sono anche Zoro e Andrea Rivera, che si arrabbia un po’ (giustamente) quando lo scoppio di un petardo fa impaurire il suo cane. Mentre i Senatori discutevano asserragliati nella “zona rossa”, gli studenti raccoglievano l’abbraccio del popolo delle periferie, i quali figli con questa legge potrebbero vedere solo come un miraggio la possibilità di frequentare l’università e sperare in un futuro migliore dei loro padri.

Tanti i cori intonati dal corteo da “Lo vedi che succede a votà Silvio” a “Di Alemanno non ci fidiamo” davanti ai depositi dell’Atac. Molti chiedono a gran voce lo sciopero generale, ipotesi praticabile per la Fiom, discutibile per la Cgil. Nel tardo pomeriggio una delegazione di studenti e precari dell’università viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Napolitano, un’altra conquista del movimento dopo due incessanti mesi di mobilitazione che sottolinea però la solitudine del governo e l’atteggiamento di chiusura nei confronti del movimento. Certo, ci si chiede anche che fine farà l’università pubblica in mano ai privati visto che gli esempi di gestione delle ferrovie e Alitalia non sono molto esaltanti, vista la qualità scadente dei treni e la divisione della seconda in “bad” e “new” company, dove ci hanno guadagnato tutti, tranne i cittadini che continuano a pagare i debiti di una cattiva gestione da parte dei manager con buone uscite da migliaia se non milioni di euro. Ma il movimento promette nuove mobilitazioni da Gennaio e di continuare a saldarsi con le altre realtà del paese che sono scese in piazza quest’anno. Fiato sul collo del governo, che già si preparà a raffazzonare un altro voto di fiducia con l’inizio del 2011, probabilmente trincerati ancora nella “zona rossa” continuando quella “simulazione e finzione” che hanno svilito la democraticità e la funzione fondamentale delle istituzioni. Di fronte a questo, la verità è quella che racconta la piazza, fatta di persone quindi di storie, desideri e paure. “La verità è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere”, diceva il comico americano Lenny Bruce ed “è sempre rivoluzionaria”, sosteneva Antonio Gramsci. Auguri a tutti.

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