Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Gli eroi scomodi della resistenza: un amore partigiano

Scritto da – 21 maggio 2014 – 14:53Un commento

“Un amore partigiano. Storia di Gianna e Neri, eroi scomodi della Resistenza”, edito da Longanesi, è l’ultimo, avvincente romanzo di Mirella Serri, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma. Lunedì 12 Maggio 2014, giorno della presentazione alla Feltrinelli di Piazza Colonna, l’autrice si è avvalsa del prezioso contributo di giornalisti del calibro di Maria Latella e Pierluigi Battista.
A quest’ultimo il compito di rompere il ghiaccio, di fronte ad una folla curiosa ed affezionata. Il modo migliore per farlo, contestualizzare la storia. Una storia vera, che tutti gli studiosi della Resistenza nella zona in questione conoscono. Ambientata nei pressi del Lago di Como durante i mesi della Repubblica di Salò, essa è incentrata sul rapporto d’amore tra i due partigiani Gianna e Neri che, dopo il fondamentale contributo apportato nella cattura di Mussolini e Claretta Petacci, vengono giustiziati dai loro stessi compagni poiché schedati come traditori. Neri è un uomo dalla forte personalità: libero, carismatico, contro le imposizioni ideologiche. Nonostante sia sposato, preferisce combattere piuttosto che prendersi cura della propria famiglia. Gianna è una ragazza estremamente coraggiosa: a soli ventidue anni s’inoltra in un’avventura totalizzante e pericolosa che la induce a seguire il suo amato sino alla morte.

Particolarmente interessante il confronto in chiave femminile operato dall’autrice nella parte introduttiva dell’opera, strutturata successivamente in un flashback pieno di suspense e batticuore. Gianna e Claretta: due donne di orientamento ideologico opposto, ma accomunate dalla stessa spinta verso la politica e il trasporto amoroso. L’amante di Mussolini esce dal romanzo in una veste inedita: alcuni scottanti documenti attestano il suo filonazismo, antisemitismo e le speranze di fuggire in Svizzera con il Duce per divenire la first lady di un dittatore in esilio.

Prima di lasciare la parola all’autrice, Battista evidenzia come, in Mirella Serri vadano di pari passo l’amore per la letteratura e la storia contemporanea, chiudendo il suo intervento con un paragone degno di nota: l’assimilazione, dal punto di vista tematico, a Beppe Fenoglio.

La professoressa Serri, onorata dall’autorevole raffronto, approfondisce piuttosto l’aspetto sentimentale, concentrandosi sullo scandalo che un simile rapporto extraconiugale ha potuto suscitare negli anni Quaranta, lasciando infine spazio all’immaginazione dei presenti: nell’era attuale, quella dei social, un legame del genere sarebbe stato comunque oggetto di scalpore?

Domanda utile, indubbiamente, a “scaldare” l’atmosfera, provocando il crollo delle barriere di tipo generazionale ed emotivo, tanto che un allievo del corso di Editoria e Scrittura, interessato alle influenze di tipo formale-linguistico all’interno del testo, porge all’autrice l’occasione per sottolineare come i fatti prettamente storici (difficili da reperire, per via di testimonianze disparate e frammentarie) si uniscano ad elementi di fiction (la descrizione degli abiti di Gianna, ad esempio).

La parola va poi a Maria Latella, che illustra la questione dell’Oro di Dongo, storica ed ideologica insieme. Tutte ricchezze che Gianna e Neri avrebbero voluto consegnare all’erario italiano per la ricostruzione nazionale, a differenza del resto dei compagni che avrebbe voluto spartirselo, come in effetti avvenne.
Sulla questione dell’Oro non è mai stata fatta giustizia: il processo del 1957 ha portato ad alcune condanne finite successivamente in prescrizione, cosicchè gli assassini di Gianna e Neri sono divenuti esponenti di spicco del Pci, ricevendo persino onorificenze in veste di rappresentanti della Resistenza.

Nel nostro Paese, il revisionismo storico è molto spesso un tabù, soprattutto se si fa riferimento agli anni del Secondo Conflitto Mondiale e al periodo dell’occupazione nazista, (quello che Battista definisce la “guerra incivile dentro la guerra civile”) .
All’interno di questo quadro ancora troppo opaco e delicato da trattare, “Un amore partigiano” rappresenta uno squarcio di luce. Un piccolo barlume di speranza per chi, come Mirella Serri è intenzionato a fare i conti col passato per fare in modo che certi, imperdonabili errori non vengano commessi mai più.

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