Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Don Gallo, il compagno di chiesa

Scritto da – 24 maggio 2013 – 16:43Un commento

“Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx”. Nel leggere queste parole, sembra quasi di sentir parlare un compagno storico della sede di Via delle Botteghe Oscure; Sembra quasi di sentire, in un affollato bar al centro di Bologna, un vecchio partigiano mentre parla ai giovani compagni dell’ex FGCI. Niente di tutto questo. Queste parole sono state dette da un prete. Quel prete, venuto a mancare nel pomeriggio del 22 Maggio, era Don Andrea Gallo. Battezzato spesso “il prete degli ultimi”, è stato una delle persone migliori di questa piccola Italia. Una di quelle persone di cui andare orgogliosi, e si sa che oggigiorno è una merce assai rara nella nostra penisola. Nato a Genova nel 1928, vive l’orrore della Seconda Guerra Mondiale, e allo stesso tempo cresce a stretto contatto con le formazioni partigiane del nord Italia, delle quali gli rimarrà per sempre un piacevole ricordo.

Nel 1948, a soli vent’anni, inizia i suoi studi teologici, che lo porteranno prima a Roma, e poi a toccare con mano la ferocia della dittatura di Vargas in Brasile, tanto che nel 1954 è costretto a fare ritorno in Italia. Dopo vari spostamenti tra Genova e Capraia, nel 1964 Don Gallo viene trasferito nella parrocchia di Carmine, dove rimarrà per diversi anni. Qui darà vita ad un vero punto di ritrovo per tutti gli emarginati ed i più poveri, che nel prete genovese vedevano un uomo a cui confessarsi e dal quale trovare conforto. Fu proprio a Carmine però che nacquero le prime accuse per Don Gallo di essere comunista, poiché si schierò contro l’alta borghesia residente la quale voleva far chiudere una fumeria di hashish appena aperta. La sua battaglia a favore della legalizzazione delle droghe leggere sarà una costante di vita, che lo porterà ad esempio nel 2006 ad una multa per aver fumato uno spinello nel palazzo comunale di Genova come segno di “Disobbedienza civile” contro la nuova legge sulle droghe.

Da sempre impegnato non solo nel sociale, ma anche nell’ambito politico, ha spesso aderito a manifestazioni di questo o quel partito, e diverse volte si è chiaramente espresso in favore di un determinato candidato. Ciò è successo nel 2008, quando aderì al secondo V-Day di Beppe Grillo, nel 2012 quando per le elezioni comunali sostenne il candidato del centro-sinistra Andrea Doria, oppure ancora quando nelle elezioni per le primarie del leader del centro-sinistra all’inizio del 2013 sostenne Nichi Vendola. I due infatti sono da sempre molto legati. All’indomani della morte del prete genovese il Presidente pugliese ha scritto infatti un messaggio per Don Gallo: “Bambino di Dio, compagno di viaggio, padre, fratello, amico: ci sarai sempre nei nostri cuori, nelle nostre lotte, nelle nostre utopie.

“Oltre alla battaglia sulle droghe leggere, Don Gallo si è schierato più volte contro il volere delle cariche più alte della Chiesa cattolica, sostenendo ad esempio i matrimoni gay e dando vita al primo calendario trans in Italia. Non a caso, in seguito alla sua partecipazione al Genova Pride del 2009, è stato premiato come Personaggio Gay dell’Anno da Gay.it. Da sempre grande amico di Fabrizio De Andrè, di cui condivideva non solo le canzoni, ma anche la fede calcistica, poiché entrambi fedeli sostenitori del Genoa, fu premiato anche nel 2009 col Premio Fabrizio De Andrè. Celebre la frase del cantautore genovese: “Don Gallo ti sono amico perché sei un prete che non mi vuol mandare in Paradiso per forza”. Don Gallo però si è contraddistinto anche per la sua partecipazione in ambito musicale, arrivando a duettare con Cisco, l’ex cantante dei Modena City Ramblers, con Vinicio Capossela e con il gruppo dei Folkabbestia.

All’inizio del 2013 le sue condizioni di salute cominciano a peggiorare, ma nonostante i ripetuti ricoveri, Don Gallo non verrà mai meno ai suoi impegni, sempre con la stessa perspicacia, anche se forse con meno forza fisica. Ciao grande prete. Di te ci rimarranno per sempre le tue battaglie, la tua grinta, la tua tenacia, la tua voglia di sfidare gli ordini precostituiti, il tuo cantare Bella Ciao dopo la messa insieme a Gino Paoli. Per concludere con le tue parole: “Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!” Restiamo Umani.

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