Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Breviario di uno studente “fuori sede”

Scritto da – 26 settembre 2012 – 18:542 commenti

Ogni studente che decide di intraprendere l’avventura universitaria arriva al primo giorno nell’ateneo colmo di speranze, desideroso di scendere in campo e essere finalmente libero di entrare a far parte del “mondo degli adulti”, è tutta una questione di prove, dimostrare a se stessi di potercela fare, di sapersela cavare, di poter iniziare a prendere il volo, iniziare una vita contando solo sulle proprie forze, si cominciano a dar ascolto a quelle che sono le proprie esigenze, sperando che nulla vada storto….Gli “Studenti fuori sede”, sono coloro che decidono di buttarsi in un’esperienza che vede anni di convivenza con coinquilini strani, difficili, e se va bene simpatici, convivere con strani riti superstiziosi per affrontare gli esami, cercare spazi per se e per gli altri.

Ci sono giorni in cui pensi valga la pena sacrificarsi, ed altri in cui qualsiasi cosa prende le sembianze di una privazione. Si pensa ad una strategia, si fanno delle scelte, si valutano le possibili perdite, si decide di avventurarsi in quella che sarà un’esperienza di crescita personale, e allora si va avanti, si discute, si cambiano le regole, ci si prende una pausa e si ricomincia, perché in fondo, cosa è meglio dell’indipendenza? Se si è pronti a correre i rischi, l’avventura del vivere soli, appare spettacolare!

Per i fuori sede il disorientamento iniziale è inevitabile, per questo in poche righe, cercheremo di dare forma a quelli che sono alcuni aiuti provenienti dall’università di Roma “La sapienza” e consigli da studenti che studiano lontano da casa, ponendo l’attenzione su di loro, con la loro voce ci racconteranno le loro esperienze.

Alloggi: agevolazioni per gli studenti della Sapienza. Per venire incontro alle esigenze degli studenti fuori sede, Sapienza Università di Roma propone un insieme di agevolazioni e convenzioni per le possibili sistemazioni abitative. Oltre alle strutture, alle agevolazioni e ai contributi economici messi a disposizione da Laziodisu, l’Ente per il Diritto agli Studi Universitari nel Lazio, cui l’università Sapienza fa riferimento, sono state infatti previste alcune particolari convenzioni. L’agenzia Affitto Studenti Roma propone, differenti soluzioni abitative per gli studenti dell’università Sapienza: appartamenti, monolocali o camere singole già arredati e con servizi inclusi. Un’ulteriore opportunità è infine quella della Casa per Ferie Aedes Placida. La struttura riserva agli studenti iscritti alla Sapienza, a quelli che devono effettuare prove di accesso all’università o agli studenti stranieri che partecipano a scambi accademici, didattici e culturali tariffe agevolate per soggiorni in bed and breakfast.

Come risparmiare . Gli Enti per il Diritto allo Studio mettono a disposizione servizi di mensa piuttosto buoni ai quali possono accedere tutti gli studenti anche se, il prezzo che andranno a pagare, varierà a seconda del reddito dichiarato (così come le tasse universitarie). Una iniziativa degna di nota rivolta agli studenti fuori sede è quella della Mutua Studentesca che ha realizzato la Carta Salute, un servizio di assistenza sanitaria che permette di usufruire dei servizi sanitari minimi senza cambiare il medico (per informazioni: http://mutua.studenti.it oppure 06. 44265625).Come guadagnare Se diventerete dei bravi studenti, in regola con gli esami e con una discreta media, potrete accedere alle borse di collaborazione per servizi di orientamento, tutorato e placement (SOrT), in genere 150 ore per circa 1000€.

Voce Agli Studenti…. “Difficile è in poche righe raccontare l’esperienza, tuttora in atto, della vita di studente fuori sede, le paure, le soddisfazioni e le delusioni derivanti da una convivenza con persone di cui non sai nulla fino al momento in cui sei “costretto” a condividerci i tuoi stessi spazi vitali. La mia esperienza è un po’ particolare essendo stato uno studente in sede per  gli anni della Laurea triennale e arrivando in una città non mia già cresciuto, o comunque già conoscendo quella che è la cosiddetta vita universitaria. Pur stando a casa, infatti, nei  primi tre anni di Università mi sono imbattuto in moltissime persone provenienti da tutta Italia (principalmente dal Sud), e posso dire di aver vissuto in buona parte di quella che è la vita da fuori sede spesso vivendo nelle case dei miei colleghi-amici. Ho quindi constatato, pur non vivendole in prima persona, le diversità che c’erano con la mia vita, che doveva dar conto alle esigenze della famiglia e che d’altra parte non doveva preoccuparsi di cose all’apparenza banali (come ad esempio il classico “cosa mangio oggi a pranzo?”) ma che comunque ti ponevano davanti al fatto che sei tu che devi pensare a te stesso e non c’è più nessuno che lo fa per te. Poi, una volta presa la Laurea Triennale, mi sono trasferito per la Specialistica. Tutto quello che avevo visto, ma non vissuto, è diventato realtà, si è trasformato nella mia vita quotidiana.

Difficoltà molte, anche da punto di vista economico (c’è da dire che Modena è una città molto cara), ma non solo. Ti accorgi di riuscire a conoscere persone di cui pensavi sapere tutto solamente vivendole tutti i giorni, e a volte non sono scoperte piacevoli. Però se devo dare un giudizio alla mia esperienza da fuori sede non può che essere positiva, perché si, è vero, ci sono molte difficoltà, la convivenza a volte è più difficile di quanto ci si possa aspettare, però la libertà di poter fare qualunque cosa senza dover spiegare nulla a nessuno è qualcosa di particolare, affascinante.” (Alessio Ruggieri, studente)

“La mia esperienza da fuori sede inizia nel 2007. Il viaggio inizia in una città, quasi grande paese, della Puglia per trovare sede nella capitale.Il primo anno è stato forse uno degli anni meno difficili per me, a differenza di quanto si possa pensare. Anzitutto non ho incontrato le difficoltà di una ricerca dell’alloggio, essendo subentrato ad una collega di mia sorella, e dunque avendo già trovato una camera direttamente dal tacco. Con mia sorella. Dunque con le comodità e scomodità del caso. In ogni caso potevo contare su qualcuno che, nel bene o nel male, mi avrebbe appoggiato ed aiutato. Frequentavo persone che già conoscevo nella mia città, che come me si erano trasferite; e, per finire, non avevo un  particolare interesse nell’università, ossia: fu un anno di quasi vacanza. I problemi iniziarono successivamente, quando cambiai corso di studi. Quando iniziai a “guardare più in là del mio naso.” Quando iniziai a pensare al mio futuro, e ad intraprendere dei lavori che, seppur semplici, sempre nascondevano qualche insegnamento, che sia a livello professionale o a livello sociale. Quando cambiai appartamento, consapevole e allo stesso tempo eccitato, dei piccoli problemi giornalieri. Quando mi resi conto che le persone che frequentavo avevano differenti interessi, ma soprattutto quando capii che, come banalmente si dice, è meglio stare soli che male accompagnati. Da intendere ed estendere il male accompagnati. Non si tratta di dover allontanarsi da persone cattive, semplicemente essere in grado di scegliere le persone con le quali preferisci condividere il tuo tempo, per le quali hai stima e con le quali c’è uno scambio. Iniziai a conoscermi di più condividendo più tempo con me stesso, avvicinandomi sempre più alla lettura e aprendomi a qualsiasi tipo di conoscenza.

Negli ultimi cinque anni ho cambiato cinque appartamenti,  vissuto con 14 persone differenti, uomini e donne; italiani, spagnoli, colombiani, austrici, egiziani; cristiani, musulmani, atei e agnostici. Tutti fuori sede. E la cosa più importante che ho imparato è quella di essere in grado di accettare la differenza. Di apprezzarla, di imparare da essa e di non smettere di cercarla. Di non smettere di essere un “fuori-sede”. (Paolo Carleo)

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