Legalizzazione, l’esempio del Portogallo
20 gennaio 2017 – 17:57 | Nessun commento

Se il termine “legalizzare” significa regolamentare, controllare e vigilare, allora, sono pienamente d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere. Ad onor del vero, sono stato e sono tuttora favorevole ad un’azione volta a rendere legale, sotto il controllo diretto dello Stato, la vendita e la coltivazione della cannabis e dei suoi derivati per scopi terapeutici. Il concetto di legalizzazione che intendo io, implica una “libertà condizionata” nella produzione e nella vendita delle sostanze leggere e non di certo la nascita… Read more

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Professor Monti, per dove dobbiamo andare?

Scritto da – 22 novembre 2011 – 19:59Un commento

1994. Avevo cinque anni quando Berlusconi fondò Forza Italia e cominciò a imperversare nelle sue reti Mediaset con quell’inno che ti entrava nella testa, semplice da memorizzare come la sigla di “Bim Bum Bam”. Ho seriamente rischiato di essere un berlusconiano della prima ora, tanto da fare le scarpe a Sandro Bondi, ma sono stato salvato in tempo. Nel 1994 Fini era ancora considerato l’erede di Almirante nonostante la svolta di Fiuggi, Casini si era appena cosparso il capo delle ceneri della Dc e Bossi si era da poco dato alla narrazione mitologica.  Gasparri e La Russa tifavano per Di Pietro, eroe del pool di “Mani pulite”, inchiesta che condannò Craxi a inviare cartoline da Hammamet mentre D’Alema batteva Veltroni nella elezione a segretario del Pds, ancora sporchi della polvere del fu muro di Berlino; Rutelli era diventato sindaco di Roma vincendo il ballottaggio proprio contro lo stesso Fini.

2011. Come recita la più elementare regola matematica, cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia: diciassette anni dopo Fini è diventato presidente della Camera e insieme a Casini ha dato vita al “Terzo Polo” e Rutelli da elemento di scarto del centrosinistra è diventato ruota di scorta dei primi due. Bossi dopo aver fatto cadere Berlusconi nel 1996 è rimasto il suo unico alleato fino alle dimissioni di una settimana fa e Di Pietro è diventato Deputato con il suo partito “Italia dei Valori”, guadagnandosi l’appellativo di forcaiolo proprio da coloro che al momento di Tangentopoli lo sostenevano a manette aperte. Gli avanzi del Pds sono state mescolate a quelle de La Margherita, dando vita a un impasto politico molto meno solido rispetto a quello del cemento Fassa Bortolo, ovvero il Partito Democratico, di cui Veltroni ne è già ex segretario. Bersani ha preso il timone al suo posto con l’aiuto del corsaro D’Alema.

Gioia dal Colle. Approvata la legge di stabilità Berlusconi ha passato al Quirinale 40 minuti: dieci per dimettersi, trenta per capire da dove uscire, dato che fuori dal palazzo del Presidente della Repubblica, fin dal pomeriggio, migliaia di persone si erano radunate con bandiere tricolore alla mano e bottiglie di spumante pronte per essere stappate appena ricevuta la notizia ufficiale delle dimissioni. Roba che un festeggiamento del genere nemmeno ai mondiali di calcio, solo che stavolta sarebbe stato più appropriato gridare:”Campioni dello sprofondo! Campioni dello sprofondo! Campioni dello sprofondo!” Carta Costituzionale alla mano, l’intervento di Napolitano ha arginato il rischio di una deriva federal-presidenzialista promessa da Pdl e Lega, ma per fortuna mai realizzata. Superato a livello di credibilità internazionale dai Power Rangers, il governo Berlusconi è stato prontamente sostituito da quello del professor Mario Monti.

Dai Monty Python ai Monti Luiss. L’esecutivo guidato da Mario Monti ha incassato la fiducia di Camera e Senato, a eccezione della Lega e di Alessandra Mussolini che ha definito l’attuale momento politico una sospensione della democrazia (sic), posizione condivisa anche da Danny “Scilipoti” De Vito. Durante il totoministri si era parlato di Luigi Frati Ministro della sanità, ma senza il figlio sottosegretario e alla fine più che un governo tecnico, quello dell’ex Commissario europeo per la Concorrenza sembra un governo della Luiss; lo stesso nuovo ministro dell’Istruzione ed ex presidente del Cnr Francesco Profumo si è laureato nell’ateneo di Confindustria. Quindi sorgono spontanee delle domande: avete intenzione di rifinanziare l’Università e la Scuola pubblica, affinché dopo la laurea non debba cercare di farmi assumere come cameriere in un ristorante cinese dicendogli che mi raccomanda Tremonti? Volete stabilizzare quel povero ricercatore che sono mesi che vorrebbe invitare a cena la vicina del piano di sopra ma si vergogna perché l’unico mezzo di locomozione che ha è l’autobus sotto casa? Non è il caso di tagliare la spesa per l’acquisto di quei caccia F35 su cui La Russa ha cominciato a sbavare dopo aver completato l’ultimo livello di Call of Duty? Ricostruirete L’Aquila stando attenti agli appetiti degli imprenditori in giacca, coppola e cravatta, visto che non tutti gli aquilani possono permettersi un telefonino Android per vedere la proria città risorta dalle macerie solo su Google? Lascerete perdere il ponte sullo stretto di Messina a favore di una ridistribuzione del reddito in modo che i cittadini possano finire di pagare le rate del ponte sui molari? Cambierete l’attuale legge elettorale  in cui il popolo è più supino che sovrano e nelle quali liste trovano posto quelli che hanno beatificato meglio il segretario? Rispetterete i risultati dei referendum di giugno oppure Corrado Clini è il nuovo Ministro della devastazione ambientale? Insomma, caro professor Monti, per dirla con Totò e Peppino, per dove dobbiamo andare? Sa, è una semplice informazione.

 

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