“Oso quindi sono”, la nuova filosofia dell’estate
Parlando di mode estive non si parla più solo di bikini a fascia o di occhialoni da dive, ma si parla sopratutto della tendenza del “sesso per strada”. La tendenza iniziata in California nell’aprile nello scorso anno,con i famosi scatti bollenti sul tetto dell’università, ora dilaga in terra nostrana seguendo l’esempio dei ragazzi di Firenze e sfociando in episodi sempre più frequenti. La prima scena infatti si è svolta sabato 23 giugno in piazza santa croce a Firenze, con due fidanzati che facevano sesso tra i motorini, sotto gli occhi del sommo poeta. Il loro atto è stato fonte di una forte discussione politica tra i leghisti,che hanno assistito alla scena, e il sindaco Matteo Renzi. La Firenze hard fa subito scuola e pochi giorni dopo,a Milano, due ragazzi consumavano un rapporto sessuale in strada, in pieno giorno, sotto lo sguardo scandalizzato dei passanti su uno scalino all’ingresso del civico 33 di via Settembrini. “Siamo stati travolti dalla passione – e’ stata la giustificazione della coppia – non potevamo farne a meno”.
Dopo gli episodi di Firenze e di Milano arriva un terzo caso da Massa Carrara. Una coppia di minori è stata scoperta in pieno giorno a fare sesso sulle scale di un condominio. «Pensavamo non ci fosse nessuno», così si è giustificata la giovane coppia, ma l’atto di passione è comunque costato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico ai due minorenni.
Anche nell’estate 2012 la parola d’ordine della moda è “osare”. Da sempre i giornali e i programmi di moda ce lo ricordano. Ma purtroppo queste parole sono state fraintese.
A quanto pare non esiste più quell’esibizionismo in cui il più trasgressivo osava indossare scarpe con le borchie oppure borse di colori scioccanti. Fondamentali sono i piccoli momenti di notorietà anche immeritata. Come ci insegnano tutti abbiamo un fattore X da mostrare, ma forse prima bisognerebbe accertarsi che questo fattore sia legale.
L’illusoria idea, probabilmente alimentata da numerosi e noti programmi TV, che attimi di protagonismo, al fine di avere un effimero riconoscimento, siano gli strumenti per il raggiungimento della felicità, comporta la perdita di ogni pudore e del valore di se stessi. Siamo ormai immersi e sommersi da esempi negativi da cancellare dunque ogni idea di limite e di conseguenza, di vergogna e pudore.
Si può a questo punto dedurre che oggi sembra che ci si debba sentire in colpa non quando ci lasciamo andare a tutte le forme e le spinte pulsionali di ogni genere, quanto piuttosto se non riusciamo a soddisfare tali spinte.
“Il tutto è lecito”, in cui la contemporaneità ci ha catapultati, sta portando il Soggetto alla schiavitù nei confronti del godimento e dell’esibizionismo. Il piacere allora non è più il risultato di una scelta rispettosa di un desiderio, una conquista che passa attraverso la consapevolezza del rispetto del limite, quanto piuttosto una qualche forma di dittatura a cui bisogna sottostare.
“L’uomo è l’unico animale che arrossisce, ma è l’unico ad averne bisogno” (Mark Twain)
Beatrice Poti






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