La comunicazione politica all’epoca dei social, tra disintermediazione e orizzontalità
5 Ottobre 2023 – 17:07 | Nessun commento

E’ fenomeno orami consolidato, da almeno 10 anni a questa parte, il direttissmo comunicativo permesso ai soggetti politici dai social networks. Da questo punto di vista è possibile parlare di un fenomeno di mediatizzazione della politica o webpolitics, che garantisce una diffusione ad una platea straordinariamente più ampia del messaggio politico.La mobile revolution ha reso poi i social media straordinariamente piu’ diffusi e pervasivi, garantendo inoltre l’immediatezza del messaggio politico.In un metaverso che vede archiviata… Read more

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Calabria, relitti affondati carichi di materiali tossici

Scritto da – 1 Settembre 2010 – 18:178 commenti

Giugno 2005, il settimanale l’ Espresso riporta le parole di un ex boss della ‘ndrangheta, al secolo Francesco Forti, detto “Ciccillo”. Parole dure, che descrivono scenari inquietanti di traffici internazionali di rifiuti tossici, di mafia, di massoneria e servizi segreti. Il pentito Fonti, parla di “navi a perdere”, navi che vengono affondate, fatte sparire, imbarcazioni fantasma, inabissate nei mari calabresi, per smaltirne illegalmente il carico. Già nel 1992, Fonti parlò di ben quattro navi , la Jolly Rosso, la Cunsky, la Voriais Sparadis e la Yvonne A, svanite vicino ad Amantea e sulle coste di Cetrato, in provincia di Cosenza. Settembre 2009, il giallo di ecomafia, cosi com’è stato definito, torna a far paura, a mietere vittime, non solo nei fondali marini, ma anche sulla terraferma; lo conferma l’aumento sproporzionato dei tumori che colpiscono la popolazione delle coste, fatto sul quale sta indagando la procura di Paola.

Quelle che sono state rispedite in superficie dai tecnici dell’Arcapal, sono immagini che testimoniano una triste realtà, un mercantile lungo almeno 120 metri con un grosso squarcio sulla prua, dal quale si intravedono dei fusti che ormai lasciano ben pochi dubbi.

Sono giorni di timore e panico;  chi mai avrebbe potuto compiere uno scempio del genere, chiedono i calabresi? E all’orizzonte prende vita un mostro, un demone che noi tutti conosciamo, il suo nome è Mafia.

Nessuno osi, dunque, scoperchiare questo vaso di pandora, che è diventato il Mondo: si rischierebbe di trovare sorprese non gradite.

Doni dell’uomo che hanno reso il globo una discarica; chi ha provato ad aprire il vaso in nome della giustizia, è stato ucciso; ne danno testimonio le immagini che vedono Ilaria Alpi e Miran Hrovatin accasciati nel loro fuori strada, uccisi a Mogadiscio mentre indagavano su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali.

Avvelenare le terre è un business difficile da stroncare, ci guadagnano i boss e le industrie; è un denaro che puzza di morte.

L’illegalità aleggia su una delle regioni più belle d’Italia, una regione che ha bisogno di risposte e di verità; perché la stampa calabrese si interessa solo ora delle navi dei veleni? Perché negli ultimi 20 anni questa piaga è stata così poco considerata?

Avranno bisogno di risposte tutte quelle persone che ogni giorno combattono contro il cancro e tutti coloro che si chiedono che fine abbiano fatto le trenta navi circa, affondate in Calabria negli ultimi decenni, i cui carichi di veleno stanno uccidendo senza scrupoli.

Il fenomeno “navi a perdere” è tornato ora alla ribalta in Italia; ma che dire allora della motonave Aso, affondata nel maggio del 1979 a largo di Locri, che ha “regalato” al mare 900 tonnellate di solfato ammonico? Da citare anche la Michigan, carica di granulato di marmo, affondata nel 1986.

Tutte, o quasi, le imbarcazioni presentavano un buco netto nello scafo, talmente preciso e squadrato che sembrava esser stato creato da una fiamma ossidrica.

Un tempo le navi che affondavano, erano custodi di antichi tesori, ricchezze, porcellane, statue…dimore di fortune che hanno da sempre incantato studiosi e non solo, ora un’ imbarcazione che affonda, se è la nave del veleno, può uccidere un figlio, un padre, un fratello.

Oppure l’alternativa sarà un’altra; quando e se, la natura si ribellerà a questo scempio organizzato dall’uomo, forse sarà troppo tardi e per la stupidità di alcuni, ci rimetteremo tutti quanti.

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